Theatre evening in Italian with Stefano Panzeri.

Tuesday 11 June 2019, 6.30-8PM

CO.AS.IT., 199 Faraday Street, Carlton.

FREE EVENT. Places are limited, bookings essential below.

The show tells the effort to survive after WW1, the rise of  Fascism and the return to war in WW2, in parallel with the life of Vincenzo, the author of the autobiography Terra Matta. The show includes Lina and Saverio, fictional characters createdd by Stefano Panzeri on the basis of the migrant stories collected by him in Australia during Terra Matta 1 in 2018.

TERRA MATTA (1918-1943)

Narrazione teatrale a cura di Stefano Panzeri. Progetto Oltreoceano 05.

Terra matta è tratto dalla straordinaria autobiografia di un  bracciante siciliano di inizio secolo, scritta in sette anni, tra il 1968 e il 1975, su una vecchia Olivetti. Si tratta di un’opera monumentale: 1027 pagine a interlinea zero, senza un centimetro di margine superiore, nè inferiore, nè laterale. Un’opera che si caratterizza per una lingua, dura, grezza, infarcita di dialettismi, con il punto e virgola a dividere ogni parola dalla successiva. Terra matta (1918-1943) è la seconda tappa di una trilogia che ripercorre tutta la vita del protagonista lungo tutto il Novecento.

Nel mese di giugno 2015 la narrazione della prima parte della vita di Vincenzo (1899-1918) è stata in tournèe per un mese in Argentina e Uruguay con il progetto Oltreoceano (progetto teatrale sulla memoria migrante italiana), da dove ha riportato molte storie – testimonianze legate alla migrazione italiana che, utilizzando la finzione teatrale per unire storie di vita vera, sono state inserite in Terra matta (1918-1943) che ha debuttato a Buenos Aires il 27 maggio 2016, restituendo agli italiani di oltreoceano i loro ricordi di migrazione. La terza parte della trilogia (1943-1968) ha debuttato a Buenos Aires a maggio 2017.

Nel 2018 Oltreoceano è approdato in Australia con la prima parte della trilogia, ha raccolto delle testimonianze dal pubblico italiano dalle due date a Sydney e Melbourne che, unite a quelle raccolte nelle passate edizioni del progetto, verrano restituite l’11 giugno 2019 presso il CO.AS.IT. di Melbourne dalle 18,30 alle 20, in una nuova versione (australiana) di Terra matta (1918-1943), sempre nella cornice del progetto Oltreoceano giunto alla V edizione generale. 

NARRAZIONE AUTOBIOGRAFICA E LIBRI UMANI: “PERCHÉ CONOSCERE ALLONTANA LA PAURA”

Accanto allo spettacolo, questa edizione del progetto porta in Australia un workshop sulla narrazione autobiografica finalizzato alla raccolta di testimonianze di vita di italiani che si uniranno a quelle raccolte, sia in Italia che in altri stati visitati dal progetto, per formare un archivio di memorie autobiografiche pubblico e consultabile da tutti, un’auto-bio-blioteca che unirà sotto una singola ipotetica collocazione denominata “vita” racconti di storia locale, migrazione di ieri, di oggi e, chissà, forse di domani;  il workshop sarà occasione per trovare e imparare a racontare un ricordo e avrà un seguito: i racconti che ne risulteranno, oltre a far parte del catalogo, potranno essere divulgati dalla via voce dei loro protagonisti che, in particolari eventi – magari in una prossima edizione di Oltreoceano – si trasformeranno in libri umani e potranno essere presi in prestito e “letti” da chi ne fosse interessato, come in una sorta di biblioteca umana.

TERRA MATTA PER OLTREOCEANO: UNA DRAMMATURGIA VERA E DINAMICA

L’aspetto composito della drammaturgia è alla base della mia ricerca che dal Sud America si è estesa all’Europa, al Nord America e all’Australia, inseguendo le rotte della migrazione italiana: sulla base di una testimonianza autentica e personale come lo scritto di Vincenzo Rabito, costruisco personaggi, non appartenenti al vissuto dell’autore, ma “fatti” di storie vere, altrettanto autentiche, e inserisco tali personaggi nella narrazione, facendo lasciare anche a loro la propria testimonianza di vita: così ricordi di giovani donne migranti del primo o del secondo dopoguerra confluiscono nel personaggio di Lina (fittiziamente il primo amore di Vincenzo); così le testimonianze di chi non ce l’ha fatta ed è tornato in patria, diventano le voci di disillusi operai con i quali Vincenzo condivide lavoro e paura in una fabbrica tedesca nel 1942, ecc. 

Naturalmente ad ogni viaggio presso le comunità migranti e ad ogni conseguente racconta di storie, la drammaturgia cambia e si arricchisce di nuovi dettagli nuovi aneddoti che vanno a confluire nell’universo umano di Vincenzo e della sua storia e che in seguito vengono restituiti. Dall'Australia Maria lo scorso anno mia ha raccontato del suo primo viaggio e di come solo decenni più tardi in occasione del primo ritorno in Italia si fosse sentita di nuovo intera: “ il buco nel mio cuore si era colmato”.

Link a trailer: https://vimeo.com/188194069

Fotografia: Arianna Ciofi

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